domenica 21 novembre 2010

Dave Spritz è un coglione

Per chi non l'avesse visto, The Weather Man è un film di Gore Verbinsky, scritto da Steve Conrad, uscito nelle sale nel 2005. Il protagonista è David Spritz (Nicholas Cage), uomo delle previsioni per un'emittente televisiva di Chicago. Mentre la sua carriera è sul punto di decollare, la sua vita famigliare va a rotoli: non riesce a riallacciare i rapporti con la moglie dalla quale è separato, non riesce ad avere un rapporto normale coi suoi figli e cerca in tutti i modi di compiacere suo padre Robert (un impeccabile Michael Caine).
Forse, la chiave di volta del film è proprio in questo rapporto col padre, un uomo perfetto, uno scrittore che vanta premi Pulitzer e amicizie col presidente, uno che ha saputo fare una brillante carriera ed essere un ottimo padre di famiglia al tempo stesso. Premessa doverosa per capire meglio quanto vado a scrivere.
Ho riguardato The Weather Man con alcuni amici e uno di loro ha commentato "quello" - riferendosi a Dave Spritz - "è uno sfigato, è proprio un coglione". Mi sono chiesto, chi mai potrebbe pensare che Dave
Spritz è un coglione sfigato? E' un personaggio che a me è risultato simpatico da subito: si dimentica di una richiesta idiota della moglie e le racconta una bugia che viene subito scoperta e dimentica di uscire coi soldi nel portafogli e non riesce a comprare il caffè per suo padre ma ce la mette tutta per educare i suoi figli, per rappezzare il suo matrimonio e per farsi assumere da un'emittente nazionale. E' uno che ci prova. Prova a scrivere un romanzo. Fallisce, fallisce in tutto tranne che nel suo lavoro. Mi è piaciuto subito Dave Spritz.. E' un simpatico "mezzo" inetto. E' uno come noi, come tanti. A volte vince e a volte perde, ma ci prova sempre. E' sfortunato? No, è normale. Di Dave Spritz ce ne sono miliardi, di Robert Spritzel (Dave ha cambiato il cognome su consiglio del suo primo datore di lavoro, lo considerava più "refrigerante"), purtroppo o per fortuna solo poche centinaia. Dave confessa amaramente, sul finale, che credeva di avere delle qualità, che chiunque le avrebbe notate, si sarebbero avvertite come un'aura di energia. Eppure, a 40 anni si rende conto di essere "solo" quello che è: una persona normale, nella media, forse anche di più della media,va bene, ma non vede nessun genio all'orizzonte. Può darsi, penso io, che il regista abbia voluto dividere il pubblico in due parti, chi sta con Dave Spritz e chi con suo padre, che lo fa sentire una nullità, o con sua moglie, che gli dice che è una nullità (anche i genitori sono di due categorie: quelli che ti fanno sentire un genio e quelli che ti fanno sentire un buono a nulla, poi ci sono le vie di mezzo, ma quelle non mi interessano molto).
Per cui mi chiedo, chi è questo che chiama Dave Spritz "coglione e sfigato"? Osservo per un minuto il pulpito dal quale risuona la predica. E' forse un genio letterario, matematico o chimico? No. E' un "Dave Spritz" qualunque? Si. Forse anche qualcosina di meno di Dave Spritz. Allora? Allora c'è una sostanziale differenza fra questo giudice e Dave: chi lo chiama coglione è sicuro di se, a tratti presuntuoso. Come no? Lo conosco! Lui sta con il premio Pulitzer, non con un lascia-famiglie qualunque. Lui si sente un Robert Spritzel infallibile. C'è, invece, una parte del pubblico che ritiene che chiunque ha toppato almeno una volta nella vita non possa considerare Dave Spritz uno sfigato. Da che parte stare allora? Difficile scegliere. Il premio Pulitzer che dispensa consigli e libri a destra e a manca, oppure il "non-meteorologo eppure uomo delle previsioni, il lascia famiglie, il fotti felice figliola"? Per quanto mi riguarda, credo che molti desiderano essere dei Robert Spritzel nella vita, ma credo anche che alla fine, a conti fatti, si debba ammettere di assomigliare di più a Dave Spritz. 
Non ho mai verificato se quel mio amico ha mai fatto qualche errore di troppo oppure se la sua vita somiglia a quella di un premio Nobel. Può essere. Chi non ha mai sentito che il suo insospettabile vicino di casa fosse in realtà un eccentrico scrittore che preferisce vivere in un appartamento di sessanta metri in periferia invece che vivere in un loft in centro o in una villa in collina? Capita tutti i giorni.


Per questo post ringrazio mio fratello per l'idea e Gore Verbinsky per il film. Bello, io lo straconsiglio.



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