martedì 30 novembre 2010

Mario il Grande

Ieri alle 22.30 un telefonata mi ha dato la terribile notizia. Mario Monicelli è morto. Per me era il più grande regista vivente, dopo aver visto "La Grande Guerra" ogni altro film mi sembrava una recita  scolastica di fine anno. Ho guardato più e più volte "La Grande Guerra" così come "Un borghese piccolo piccolo", "I soliti ignoti", "L'armata Brancaleone", "Amici miei", "Signore e signori, buonanotte", "Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno" e "Il marchese del Grillo". Giuro che qualche lacrima l'ho versata pensando che uno dei pochi motivi d'orgoglio del mio essere italiano se n'è andato così, all'improvviso, senza tanta fanfara, infatti Mario Monicelli, ateo confesso, non vuole funerali di stato. Nelle sue ultime apparizioni in pubblico si rivolgeva ai giovani, soprattutto agli studenti in protesta. Dovete agire, diceva.
Basta, non si può far altro che inchinarsi di fronte a un uomo del genere. Uno che quando lo senti parlare può reinfonderti speranze sul genere umano. Se madre natura ha creato un genio simile allora vuole darci una possibilità. Addio Mario.

Io credo che anderai a star bene. Io non potria dire se tu or che trapassi
irai allo paradiso nostro dei cristiani, or lo della tua gente e dello tuo dio di prima,
ma per certo io credo che sarà sempre meglio di questa vita che ci toccò in sorte...
Non soffrirai più lo freddo... E calura... Nè fame, nè sete... Nè bastonate... Nè spaventi...
Ma uno cielo sempre a bello e l'uccelletti sui rami degli arbori in fiore
e l'agnoli che ti daranno le gran pagnocche di pane e cacio e vino e latte in abbondanza
e ti dicono 'Vuoi vecchio? Piglia! Ancora vuoi? Piglia, mangia, bevi vecchio, fatti sazio.
E dormi vecchio, dormi...dormi...dormi.'




Nessun commento:

Posta un commento