giovedì 9 dicembre 2010

La contea secca - Un quasi racconto americano

Crossville, Tennessee, USA, settembre 2005. Vagavo per i campi del Tennessee...no, scusate, passeggiavo per le corsie del Wal Mart, era la mia prima spesa americana e guardavo con curiosità e sospetto gli scaffali colmi di confezioni giganti di tortini di cioccolato ripieni di burro d'arachidi, cereali Kellogg's, lattine di cola aromatizzata alla ciliegia, pancetta essicata, salsiccie giganti e confezioni di pane da hamburger a lunga conservazione – ogni articolo nella versione normale e nella versione “ciccioni ingozzatevi pure” (vedasi light) – quando mi imbattei nel reparto caccia e pesca. Immaginate quei banchi, all'interno dei supermercati nostrani, dove si vendono cellulari e macchine fotografiche o gioielli; ecco, c'era un'isola di vetrine, al centro del piccolo Wal Mart, dove erano in vendita coltelli, pistole, fucili a pompa, doppiette da caccia, archi, balestre e munizioni. Ah, l'America! Sapevo che negli Stati Uniti è facile procurarsi una .44 magnum, ma non pensavo che si potesse mettere la pistola nella busta assieme al pane e ai pomodori: “Ehi, togli quel Remington che schiacci tutta l'insalata, asshole!” “Si, scusa tanto, ci metto una busta di marshmallows per attutire gli urti, all right?” “Hell yeah!”.
Così, mentre pensavo “viva l'Italia”, accesi il radar della birra e ricominciai a girare fra gli scaffali ben conscio dell'espressione da ebete che avevo stampata in faccia. A un tratto, però, il mio volto si illuminò. “God bless America”, pensai quando notai che tenevano le casse di birra in luminose vetrine frigo, “questi americani, ne sanno una più del diavolo!”. C'era la Bud, la Bud light, la Bud super light, la Coors, la Coors light, la Coors super light e altre marche americane che non ricordo ma sempre con le corrispondenti versioni per birròfili ciccioni. Le file dei cartoni erano opulentemente lunghe e gradassamente profonde, così che nessuno avrebbe potuto esaurire la scorta ghiacciata di quel nettare favoloso, “viva l'America” pensai, “quasi quasi dopo gli compro anche qualche pallettone”. Nella mia mente scorrevano veloci scene hollywoodiane di pescatori che stappano birre, vicini di casa che si offrono lattine sul prato all'inglese davanti a casa, denti bianchi, tette e culi perfetti e abbronzati a la Baywatch, cappelli da cowboys, sigari fra i denti, super tuesday, thanksgiving day, ringo boys che si battono un cinque, aquile dalla testa bianca, bandiere a stelle e strisce che sventolano in ogni dove, marines e comunisti cattivi da sconfiggere. “Sono in America, tutti gli altri sono dei losers” pensai. Mentre il mio entusiasmo mi faceva immaginare queste cose, il mio buon senso mi faceva optare per una cassa di Heineken che, incredibilmente, era l'unica birra decente che si potesse acquistare da Wal Mart.
Mi avviai verso le casse, dove una simpatica signora in divisa mi sorrideva da lontano. Mentre mi faceva il conto le domandai dove si trovassero i vini e i distillati dato che fra le corsie non li avevo trovati. “Magari sono vicino ai fucili”, pensai sorridendo, e immediatamente mi immaginai a cavallo di un baio selvaggio nella prateria, con la mano destra impugnavo un Uzi e sparavo a casaccio (forse agli indiani), con la sinistra tenevo la mia bottiglia di ottimo Jack Daniel's e dalla mia bocca uscivano solo sputi, rantoli e “fuck off, motherfuckers!”. Insomma, dicevo, le domandai dove potessi trovare i vini e i distillati perché volevo assaggiare il vino della California e il famoso Jack Daniel's, la cui distilleria si trova proprio in Tennessee, a Lynchburg. Inoltre ci sono un paio di varietà di Jack che non si trovano facilmente in Europa: il Jack Daniel's Green Label, con l'etichetta verde oliva, meno stagionato del Old No. 7 e il Gentleman Jack che, se non ricordo male è un distillato più stagionato del classico Jack etichetta nera ma meno pregiato del Jack Daniel's Single Barrel. Dicevamo? Ah già, chiesi alla donna dove hell si trovasse il reparto whisky, ma quella mi rispose sbarrando gli occhi che nella contea di Cumberland, dove ci trovavamo, non si potevano acquistare superalcolici e questo comprendeva anche i vini. Cumberland è una delle 33 dry county del paese, una contea secca, letteralmente, dove se hai sete...te la tieni. Bisognava guidare 40 miglia per raggiungere la più vicina wet county, contea bagnata, anzi, fradicia.
Tornai verso il mio appartamento tutto pensieroso. Riposi la mia spesa, aprii una birra e mi sdraiai sull'erba, davanti a casa. Da quelle parti c'è un bellissimo clima in settembre, c'è il sole ma non fa troppo caldo perché Crossville, cittadina famosa per il golf, è adagiata al centro dello stato del Tennessee, su di un vasto altipiano fra boschi, torrenti e colline. Il mio coinquilino mi aveva avvertito che d'inverno, però, avrebbe fatto un freddo cane e che gli alberi venivano inglobati letteralmente in uno spesso guscio di ghiaccio che si formava per il gelo e l'umidità elevata. Poco male, a fine ottobre sarei tornato a casa. “Crossville... città della croce!” pensai ricordandomi delle tante chiesette di legno con cartelli che dicevano “Jesus saves”, ma più tardi seppi che mi sbagliavo e che il nome deriva dalla posizione centrale della città nella quale si incrociano due importanti autostrade.
Mentre ero assorto nei miei pensieri americani arrivò il mio coinquilino, un uomo sui cinquanta, simpatico e abbastanza tranquillo: “Ehi! Metti via quella bottiglia” mi ordinò “o perlomeno coprila con un sacchetto, qui non si può bere per strada, è proibited! La polizia ti fa il culo.” “E chi l'ha mai vista la polizia qui davanti a casa?” risposi sornione sollevando spavaldo il corpo del reato come per brindare “Quelli spuntano quando meno te lo aspetti. Se fai una cazzata li vedi subito, non si scappa...” e prese a raccontarmi di un collega che era stato multato due volte nello stesso giorno per eccesso di velocità e che sarebbe dovuto andare in tribunale, un casino insomma. Mi affrettai a salire in casa e mi chiusi in camera a leggere la biografia di Che Guevara. Mi divertivo a pensare che se me la avessero trovata nello zaino, all'aeroporto, mi avrebbero portato in uno sgabuzzino e sarebbe arrivata la CIA per interrogarmi.
Un paio di settimane dopo, il mio coinquilino mi invitò ad accompagnarlo a Lynchburg, nella contea di Moore, a visitare la storica distilleria del baffuto inventore del Jack Daniel's. Non andai, non ricordo il motivo, forse volevo soltanto rimanere in camera a leggere e fumare. Ricordo che gli dissi “Salutami Phil Anselmo se lo vedi”, “Chi?!” “ Lascia perdere, ci vediamo stasera” e mi chiusi nella mia stanza. Dopo un paio d'ore mi ero già pentito di non essere andato perché mi annoiavo da morire e inoltre avevo visto un ragno che zampettava tra le lenzuola. I colleghi mi avevano avvertito che c'erano un paio di ragni e uno, forse due, serpenti velenosi da quelle parti, così mi infastidii parecchio e passai il pomeriggio a cercare di stanare quell'ospite indesiderato.
Quando il mio coinquilino rientrò erano le 19 (7pm, pardon), lo ricordo con esattezza perché guardavo l'orologio e mi ripetevo ossessivamente, con accento americano, la frase “con l'aiuto di dio e con un pugno di marines sconfiggeremo il comunismo nel mondo”.
“Ciao, dov'è il whisky?” chiesi senza tanti convenevoli “Niente whisky, my friend” rispose e io protestai “Come niente whisky? Come cazzo faccio a dormire stanotte? C'è un ragno velenoso nel mio letto, devo bere sennò col cavolo che mi addormento con quel cazzo di...” “Niente whisky ho detto, non possono venderlo a Lynchburg, è in una dry county, come la nostra” “Ma vaffanculo, questa è l'America, ho dei diritti, la costituzione...la ricerca della felicità...mi appello al quinto emendamento...fanculo! Fuck off! You cunt! Maledetti mormoni! Dio qua e dio là...” e andai avanti così per due ore, poi passai la notte in bianco per colpa del ragno gigante.
Insomma, nemmeno dove si fabbrica il Jack Daniel's si può bere un whisky, come faranno a sapere quando è pronto? Passano 7 anni a lanciare tappi nelle botti e non possono nemmeno farsi un goccetto, che razza d'ingiustizia! Questi erano i miei pensieri americani dopo quel giorno. Il grande paese, la terra della libertà e dei pionieri, la patria del liberismo e della mano invisibile di Smith mi deludeva davvero tanto. Com'è possibile che non potessi essere libero di acquistare una bottiglia di vino rosso al supermercato ma che potessi uscire, anzi, con la doppietta in spalla? E va bene, vorrà dire che comprerò una cassa di birra! Ci metterò un po' di più a sbronzarmi ma ce la farò, poi sarò libero di fare il tiro a segno da camera mia, goddamn it!
Che paese, l'America. Puoi passeggiare con Smith e con Wesson, ma sei ti beccano con Jack e Cola, sei fucked up. Capii che i film di hollywood non sono americanate, sono iperrealistici, è l'America a essere una colossale americanata, registi e sceneggiatori copiano e basta.

Un mese più tardi tornai a casa, diventai vegetariano e mi licenziai per intraprendere nuove ed esilaranti avventure.

Crossville Water Tower, Shot by J. Stephen Conn



Licenza Creative Commons
La contea secca by Riccardo Ferrari is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at orizzonteperverso.blogspot.com.

6 commenti:

  1. Che cazzo di paese...preferiscono spararsi piuttosto che prendersi una bella sbronza...forse il vino é troppo comunista per loro...

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  2. La costituzione garantisce il diritto di difendersi, per quanto ne so. Le lobbies delle armi han colto la palla al balzo e la NRA ha fatto il resto. Io sono contento di non essere abituato a vedere armi nei supermercati, dopo un po' sembrano oggetti normali, quotidiani. Bah, vorrei sentire dei commenti americani.

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  3. complimenti per il blog!

    http://www.nonameradioroma.blogspot.com/

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  4. @no nane radio
    Grazie, ora sono incasinato col lavoro, ma sto lavorando a un piccolo racconto che non e altro che un tributo a lovecraft. Appena e pronto lo pubblico. Gli argomenti son tanti ma il tempo e poco. Gli accenti se ne sono andati a ramanti perché non so usare l'ipad di mia madre...grazie ancora
    Ricky

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  5. Volevo dire che gli accenti e gli apostrofi se ne sono andati a ramengo, sto fottuto Apple ti corregge le parole in automatico...

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  6. E ti scrive Apple in maiuscolo, incredibile, provo a scrivere Microsoft, ah, ok maiuscolo anche questo, pensavo già alla concorrenza sleale...scriviamo Firefox, ok. Scriviamo Linux, ok. Scriviamo ubuntu, beccato!!! Minuscolo!!!maledette multiNAZ!!!

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