lunedì 6 dicembre 2010

Mucche volanti che barano a poker


Oggi parliamo di religione, di fede, di ateismo, di karma, di anime e di destino, un argomento che cercherò di trattare con il dovuto rispetto per chi crede in qualche divinità. Di tanto in tanto ci tornerò su, se mi va.

Mi sono trovato molte volte a discutere con persone che sulla fede religiosa e su Dio la pensavano diversamente da me. Come tutte le discussioni, accese o meno, con persone di differenti vedute anche questa si è rivelata molto istruttiva e utile. Mi spiego. Ho sempre iniziato le mie discussioni chiedendo al religioso di turno come potesse credere in un essere invisibile che vive fra le nuvole, quali prove - a parte un libro - potesse esibire per dimostrarne l'esistenza o come facesse a credere a quelle che, a parer mio, erano poco più che favole. É ovvio che con domande del genere la discussione si accendeva e, nonostante tutta la fatica spesa in botte e risposte, arrivavo sempre a scontrarmi col solito muro di gomma: la fede. Ore e ore di discussione portavano al solito vicolo cieco: “Io ci credo e basta, voglio credere in Dio, che c'è di male? Non mi interessa dimostrare che esiste e non posso. Come tu non puoi dimostrare che non esiste.” Va bene, hai vinto. Quando si parla di fede religiosa, infatti, gli argomenti “contro” sono finiti, esauriti, inutili, superflui. Pensateci, se io dico che credo alle mucche volanti, anche se non se ne sono mai viste, e anche se le testimonianze di chi afferma di averle viste sono remote nello spazio, nel tempo e sono altamente sporadiche, non si può contraddirmi in nessun modo perché ci credo e basta, chiuso l'argomento. Non mi interessa più dimostrare l'esistenza di bovini alati. Oramai sono a un livello superiore. Provate a sollevare qualche obiezione: nessun volatile ha il rumine? C'è sempre una prima volta. Perché solo tu vedi codesti animali? Non saprei. Anzi, lo so, perché io sono l'eletto, non potete conoscere le volontà e il disegno delle divine mucche volanti. E via dicendo. Per questo motivo, per il mio scontrarmi con le professioni di fede, anche il mio ateismo ha iniziato a vacillare; non ho iniziato ad andare in chiesa o in moschea, sia chiaro, ma ho pensato che, sì, non potrei mai dimostrare la non-esistenza di Dio, di Allah, di Ganesh e Vishnu, delle anime immortali, eccetera. Successivamente la mia teologia è diventata più “morbida” verso i credenti e anche io ho iniziato a pensare che forse, dico forse, qualcosa o qualcuno nell'immenso infinito potrebbe anche, dico anche, esistere. Va bene, ma chi scegliere? A chi credere? Allah? Jahvè? La Trinità? Un mio dio personale (ah già, non ve lo avevo detto, la nuova moda è questa, credere in un dio personale, la natura, la terra, il sole, un anima collettiva. Ogni credente in un dio personale ha il proprio modello o la propria idea. Una sorta di divinità personalizzata, un po' come andare dal sarto e farsi l'abito su misura dopo essere rimasti delusi dalla sartoria industriale. Ma qui non parliamo di abiti. Parliamo di pensare all'esistenza di una entità/cosa/essere/nonsocosa superiore, eterno, immortale. Si parla di aldilà, di anime e di reincarnazione. Solo ora, inoltre, capisco l'ateismo comunista: credere in dio era come ammettere che i padroni esistono da sempre, che sono immortali e che a loro dobbiamo tutto. Fine dell'inciso)?
Ricapitolando, quindi, non possiamo confutare con argomenti razionali la fede religiosa, nessuna fede religiosa. Di conseguenza possiamo e dobbiamo affermare che tutte le religioni sono meritevoli del medesimo rispetto. Perché dovrei ritenere più vera la fede cristiana cattolica rispetto alle altre? Dal momento che non ci sono vere e proprie basi scientifiche sulle quali dimostrare l'esistenza di una divinità, non è possibile nemmeno dimostrarne la non esistenza, quindi non posso falsificare nessuna tesi di nessuna religione, per quanto io la possa ritenere ridicola. Tornando all'esempio delle mucche volanti, come dovrei comportarmi se fossi di fronte a cinque persone che affermano che:
Questa immagine è di proprietà di Holy Cows, Inc.
1) l'unica e vera mucca volante è rossa e beve il lambrusco; 2) l'unica e vera mucca volante è blu; 3) l'unica e vera mucca volante è gialla e ha 15 zampe; 4) l'unica e vera mucca volante è nera, ermafrodita e odia gli omosessuali; 5) l'unica e vera mucca volante è a pois e riesce a vederti le carte a poker. Quale dovrei scegliere? In base a quali criteri? Bè, preferisco la mucca rossa, ma se sono nato dove tutti credono a quella nera, avrò meno libertà di scelta, sarò condizionato a credere alla mucca volante ermafrodita nera e omofobica. Però su quali basi posso affermare che la mucca giusta sia quella a cui crede il mio popolo? Come posso non avere dubbi? Se credo a una mucca volante rossa cosa mi impedisce di credere a una mucca volante a pois? Bè, se devo giocarci a poker sceglierò quella rossa: se si ubriaca almeno posso estrarre gli assi dalle maniche.
Riassumendo: non posso confutare le credenze religiose utilizzando dei ragionamenti razionali e non ho criteri razionali per affermare che una religione è più o meno valida di una qualunque altra, ma ancora, come posso avere la presunzione di credere alla divinità giusta quando altri come me affermano di possedere essi stessi la verità? A questo punto le religioni più razionali dovrebbero essere quelle politeiste, poiché contemplano l'esistenza di molte e differenti divinità e questo spiega anche l'apertura di certi popoli alle conversioni: i tuoi dei ti hanno appena fatto perdere tutto il raccolto, il Dio giaguaro ha appena mangiato tua moglie, il Dio scimmia urlatrice non ti lascia dormire e vedi arrivare uomini in armatura che governano enormi navi e vanno a spasso a dorso di mostri a quattro zampe, hanno bastoni tonanti che sputano fuoco e piombo; bé, meglio cambiare religione, così se il Dio scimmia torna di notte urlando gli si spara con l'archibugio.
Per concludere questo piccolo excursus sulla fede religiosa vorrei raccontare un aneddoto. Alla scuola materna ho assistito, giuro che è vero, a un fatto curioso. Un bambino ruba una macchinina-robot a un altro. Questo bambino la cerca disperatamente e sospettando del ladruncolo inizia a fargli pressione. Il ladruncolo, che stupido non era, gli dice di sapere che l'automobilina è seppellita nel cortile della scuola e che per trovarla deve soltanto scavare in un certo punto. Lo porta dove deve scavare e lo aiuta a cercare il giocattolo. Ovviamente passano le giornate e il maltolto non si trova. Com'è possibile? Allora hai detto una bugia? chiede il derubato. No, risponde il ladro, le possibilità sono tre: stai scavando nel punto sbagliato, non hai scavato abbastanza, oppure stai mettendo in dubbio quello che ti dico, non mi credi. Il derubato cosa può fare per dimostrare i suoi sospetti? Non può perquisire la casa del ladro, non può dimostrare che ha rubato e non può dimostrare che l'auto non è seppellita nel cortile della scuola (se non ribaltandolo completamente, ma finirebbero prima i suoi anni di materna). Se un altro bambino gli avesse raccontato di aver visto il ladro portare a casa il malloppo, il povero tapino avrebbe creduto a quest'ultimo, però non sulla base di un ragionamento razionale ma sulla base di ciò che era più comodo per lui in quel momento: è più facile convincere un ladro braccato a restituire la refurtiva che scavare fino a che non la si ritrova. Non so se mi sono spiegato. Come si può dimostrare la falsità di una tesi se non si può dimostrare la veridicità del suo contrario? Come posso dimostrare che non è vero che Bernadette ha visto la Vergine, quando non esiste nessun modo per dimostrare il contrario? Come posso dimostrare che la Bibbia e il Corano sono stati ispirati da Dio in persona se non posso verificarlo? Come posso dimostrare che gli avvenimenti sono frutto del caso o di azioni altrui e non sono invece il frutto di un disegno divino, della nemesi storica, del karma, del voodoo, del malocchio o del destino? Se decido di cancellare questa frase, appena dopo averla scritta, come posso dimostrare che qualcuno non lo aveva previsto o, peggio, deciso? Impossibile, come è impossibile dimostrare che da qualche parte c'è qualcuno che lo aveva deciso per me. Se scrivo “merda”, è un atto letterario già deciso? Possibile? Era già deciso lo sterminio degli ebrei (per altro, un popolo che si crede eletto da Dio), dei rom, dei criminali politici e degli omosessuali nel secolo XX? Ora, si potrebbe dare un taglio a tutto col famoso Rasoio di Occam: la soluzione più semplice è anche quella preferibile, le cose succedono per caso o come conseguenza di azioni altrui. Ma anche qui si potrebbe rispondere con la fede, e Occam varrebbe meno del due di bastoni con briscola a denari.
Il bello, però, viene adesso. Se io, un essere umano esattamente e biologicamente come voi, vi dico che Dio non esiste, che sono tutte balle, per quale motivo dovreste credermi? Come posso salire su un pulpito ed elevarmi a profeta dell'ateismo? Cosa farebbe di me un testimone più credibile di Mosè o degli evangelisti? Niente, assolutamente niente. Esattamente come niente rende più credibile la testimonianza dei profeti rispetto a quella del divino mago Otelma. Insomma, un essere umano non dovrebbe cambiare idea perché uno che sta più in alto di lui gli comunica il suo pensiero. È come se, andando a votare, vedeste Antonello Venditti in televisione che dice di preferire il Partito Democratico e voi votereste il PD perché il vostro cantante preferito dice che voterà per il PD. Niente rende Antonello Venditti in grado di scegliere chi votare meglio di chiunque altro. La sua scelta potrebbe influenzare la vostra soltanto se le vostre aspettative politiche fossero molto simili. Per cui, penso che nessuno potrà mai affermare di avere in tasca la verità religiosa, a meno che non riesca a dimostrare che la mucca volante a pois esiste ed è molto arrabbiata con voi mentre la mucca volante rossa che beve il lambrusco è un'invenzione del Consorzio Lambruschi Modenesi DOC per vendere qualche cassetta di bottiglie in più a Natale e a Pasqua. Non c'è niente da ridere! Non potreste mai dimostrare che non esiste la mucca volante rossa che beve il lambrusco e, quel che è peggio, è che questo è soltanto uno stupido esempio. Pensate se vi avessi raccontato che ho visto una bellissima donna col velo azzurro che schiacciava un serpente a piedi nudi, pensate se vi avessi detto che mi ha fatto vedere l'inferno, che mi ha confessato tre predizioni che non posso rivelare fino a che non si sono avverate. Ridete ancora adesso?


7 commenti:

  1. ..E SE EFFETTIVAMENTE TI APPARISSE QUALCUNO CHE DI QUESTE "PERSONE" A CUI NON VUOI CREDERE..COSA DIRESTI?..che hai visto male..che eri ubriaco..che hai avuto le traveggole?..o alla fine ci crederesti?

    RispondiElimina
  2. se non fossi ubriaco durante l'apparizione forse, non escludo nulla. il problema è che se io raccontassi di vedere gesù cristo andrebbe bene, se raccontassi di aver visto anubi, il dio cane egiziano, i cattolici non mi crederebbero, anzi magari ci scappa l'esorcismo..."EHI A QUELLO APPAIONO LE BESTEMMIE!!! CHIAMATE PADRE AMORTH!"
    Comunque prometto che quando succederà una qualunque di queste cose lo scriverò immediatamente.

    RispondiElimina
  3. Ah, avevi il Caps Lock inserito? :)

    RispondiElimina
  4. Il problema forse è che sappiamo tutti che non possiamo sapere la "verità" fino in fondo e quindi ad un certo punto, quando compi una scelta... Ti devi fidare!
    AndreA

    RispondiElimina
  5. Ciao Andrea, sono d'accordo solo se la tua scelta fa sentire meglio te e chi ti sta intorno, allora ben venga la fede cieca. Se invece si tratta di imporre regole e dogmi agli altri...bè divento mooolto più scettico. Grazie. Ricky

    RispondiElimina
  6. Beh forse non mi sono spiegato bene, volevo sottolineare il fatto che la Fede non è necessariamente religiosa ma esiste comunque.
    Parlare della vocazione pastorale di molte religioni è pressochè inutile. E' un dato di fatto.
    Ma se vogliamo impostare il discorso sulla base di persone normali (ovvero non religiose come madre terra mi ha fatto) direi che allora devi dire che le tue scelte non sono basate su premesse fisse ma sulle tue convinzioni esperite.
    Testare le proprio convinzioni sulla realtà significa influenzarla.
    Bisogna avere fede cioè in quello che si fà, ovvero essere davvero convinti che valga qualcosa.
    Ma siccome finche non ti scrivo sul blog non potrò sapere come reagirai, devo pesare bene le parole. Insomma io sono il mio Dio e ti dico il mio credo.
    Tu mi dici il tuo e poi i nostri credi si
    modificano in base alle reciproche influenze.
    Ma se non avessi fede in me stesso non ti scriverei nemmeno, e sarei una nullità.
    Solo che esulare dalla religione mi sembra il minimo per non castrare il dibattito what the hell!

    RispondiElimina
  7. Andrea, immagino... Be, non ho capito molto del tuo post, ti posso solo dire che per me e inevitabile analizzare la realtà tramite l esperienza personale, del resto e l unico strumento in mio possesso. Davvero non ho capito il senso del tuo commento, ti sarei grato se avessi la pazienza di rispiegarmelo. Scusa per gli accenti mancanti, colpa della mia inesperienza con l ipad di mia madre...
    Grazie per i tuoi commenti. A presto.
    Ricky

    RispondiElimina