venerdì 3 dicembre 2010

Prevenire o curare?

Una vera pioggia di meteoriti si abbatte sulla razza umana ogni giorno. L'abbiamo chiamata morte. Chi muore di vecchiaia, infarto, incidente stradale o sul lavoro, suicidio, fame, sete, ferita d'arma da fuoco, caduta di pianoforte da un palazzo, ostruzione delle vie respiratorie con una banana e potrei andare avanti così per giorni ma dimenticherei ugualmente le cause della morte di qualcuno. Ma quella che mi interessa per il post di oggi è la morte che sopraggiunge in seguito al decorso di neoplasie, parliamo di tumori, del famigerato cancro. Ehi, via quella tristezza, quei musi lunghi, non parlerò di larve umane e letti d'ospedale, dobbiamo esorcizzare questa paura, possiamo scherzarci anche sopra, per oggi. Mia nonna il cancro lo chiama il “brutto male”, pensavo che lo facesse per non spaventare i bambini, ma poi ho scoperto che tanti usano questa espressione anche parlando tra persone adulte, forse perché la paura è talmente grande che non si nomina il cancro per non evocarlo, non si sa mai...quasi che ci si debba vergognare ad averlo. Il cancro...che razza di nome, un crostaceo stellare...cosa c'entra poi? Potevano dargli un nome diverso? Ne ha tanti, è vero, ma se dici cancro sai già che è un maledetto tumoraccio maligno. Potevano chiamarlo in un altro modo, senza che evocasse il segno zodiacale ad esempio. Ma vabbè...andiamo oltre.
Stiamo cercando di sconfiggere i tumori, alcuni si curano, altri ancora no, ma ci stiamo lavorando, ci stanno lavorando. Forse si spendono più soldi per la ricerca spaziale, ma va bene, vuoi mettere morire di cancro mentre guardi la nebulosa di Orione sdraiato in un cratere lunare? Forse si spende di più per curare la disfunzione erettile, e via di Viagra e Cialis a suon di spam, ma morire col cazzo dritto non ha prezzo. Va bene, comunque c'è tanta gente che ci mette l'anima e che ci sta lavorando. Da quello che sembra, però, in medicina, come in altri campi, si lavora di più sulla cura che sulla prevenzione. Non sono un medico, ma se avete avuto a che fare con dottori e psicologi potreste darmi ragione: si va dallo psicologo per attacchi di panico e si esce con una ricetta per anti-depressivi o ansiolitici senza, in molti casi, cercare le cause che scatenano la patologia. Sei obeso? Operiamo, tagliamo lo stomaco, l'intestino e il grasso in eccesso e puoi tornare a mangiare come un porco. Va benissimo, intendiamoci, se si è ammalati bisogna trovare una cura e applicarla, ma come si fa per ridurre i rischi e per evitare di ammalarsi?
Per quel che riguarda i tumori, ad esempio, si scoprono nuovi agenti cancerogeni tutti i giorni e dovunque: nelle padelle anti-aderenti, nelle buste di plastica, nelle coperture di Eternit, nei gas di scarico, nei vapori delle benzine e in mille altre sostanze alle quali siamo esposti tutti i giorni. Il cellulare? Ci sono studi che sostengono che il suo utilizzo aumenti il rischio di tumore al cervello, prima ci abituano, lo fanno diventare una necessità, poi si scopre che se lo tieni in tasca ti fai i marron glaces. Poi ci sono le reti wireless, i ripetitori, le stazioni radio. Provocano il cancro? Per adesso, chi lo sa? Non ci sono studi sufficienti per dimostrarlo. E la saccarina, l'aspartame, il radon, la formaldeide, il fumo di sigaretta, l'alcol, i coloranti, i conservanti, i detergenti, i solventi, i carburanti? Prima li produciamo e li distribuiamo in tutto il mondo, nella catena alimentare, nell'aria, nelle case, nei giocattoli, poi dobbiamo smaltirli, incenerirli e seppellirli in qualche discarica e, infine, qualcuno li studia e scopriamo che sono pericolosi.
Quello che voglio dire è che è giusto trovare una cura per il cancro, giustissimo, ma sarebbe ancor più giusto eliminarne le cause, radicalmente. Lo stato non dovrebbe vendere le sigarette, per facili e immediati profitti, per poi vedersi aumentare la spesa sanitaria. Chi vive nei paesi industrializzati è esposto tutta la vita a sostanze irritanti, tossiche, nocive e cancerogene e, di conseguenza, il rischio di ammalarsi è molto elevato. Certo, abbiamo raggiunto un certo benessere grazie alla rivoluzione industriale, e non moriamo più di fame o di tubercolosi, ma moriamo di cancro ai polmoni, cancro al fegato, alla prostata, al pancreas, al cervello, al seno, al collo dell'utero, alle ossa, ai testicoli, alla pelle, alla gola... A cosa saremmo disposti a rinunciare per rischiare meno? Ci teniamo i cellulari, le automobili sportive, i detersivi che più bianco non si può, whisky e sigari? Certo che ce li teniamo. Aumentano il PIL. Ma le malattie, gli incidenti e le morti, allora? Meglio ancora, anche la spesa sanitaria aumenta il PIL di un paese. Ah, già.
Ora che siamo abituati alle comodità è difficile tornare indietro, anche solo di qualche passo. Preferiamo vivere nell'agio e giocare qualche volta alla roulette russa sperando, sotto sotto, che il proiettile se lo becchi il nostro vicino di casa.
Felicità!

P.S.: Inutile che facciate la morale del tipo “ti lamenti dell'inquinamento e del cibo, poi fumi come un turco!”, tanto non attacca. Una persona che ha avuto l'incoscienza di iniziare una tossicodipendenza cosa dovrebbe fare, aerosol coi tubi di scappamento? Attraversare l'autostrada bendato? Andare in gita a Černobyl'? Dal momento che uno fuma deve cercare di ammazzarsi anche in altri modi? Al massimo, oltre a non voler maneggiare l'amianto, cercherà anche di smettere di fumare. E poi la decisione di fumare o meno rientra nella libertà di un individuo di poter scegliere.

2 commenti:

  1. Cercherò di scrivere qualcosa di più allegro la prossima volta.

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