domenica 16 gennaio 2011

2012 e non più 2012 – ovvero: guida economica per l'apocalisse

Ci risiamo. Non so se questa storia sia iniziata attendendo l'anno zero - forse i cialtroni esistevano anche 2011 anni fa – oppure se qualcuno si aspettasse qualche catastrofe allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre dell'anno uno avanti Cristo. Ma che importa? La conta degli anni non esisteva come la conosciamo oggi, c'era il calendario ebraico e nessuno aspettava l'anno zero. Allora questa storia è iniziata dall'anno 999 d.C. quando moltissimi matusa sdentati, con la barba lunghissima, coperti di cenci giravano per le strade infangate a proclamare la fine del mondo. Non riesco a immaginarmi la confusione che poteva provocare una tale profezia in tempi così bui. Alcuni documenti in mio possesso (li ho ereditati dalla mia famiglia che pare li conservi da allora) riportano il caso di un cardinale che, preso dal terrore e dallo sgomento per l'avvicinarsi del giudizio universale, vergò una lunga confessione in latino, la sigillò con la cera lacca e la affidò a una carovana diretta a Roma con l'ordine di consegnare la busta direttamente al pontefice. Qualche giorno più tardi, la sera del 31 dicembre, il cardinale prese un potente sonnifero per non dover assistere alla fine del mondo. Il tapino si risvegliò il 2 gennaio dell'anno mille, quando oramai il papa sapeva che quel servo di Dio serviva in realtà solo se stesso, estorcendo denaro in cambio di indulgenze e frequentando in incognito i postriboli meglio forniti d'Italia. Cose che capitano.
Comunque, passarono gli anni e poi i secoli e si arrivò all'anno di grazia 1999. C'e sempre questo 999 che ricorre: la mano di Satana che gira i sei al contrario, oppure soltanto la normale successione delle cifre arabe. Resta il fatto che ci rifummo! Non c'era tanto la paura della fine del mondo, ma il terrore (per alcuni ben più spaventoso del giudizio universale) per un possibile black-out globale o per qualcosa come un collasso dei sistemi informatici di tutto il globo: il famigerato millenium bug. In molti infatti pensavano che allo scoccare dell'ora fatidica i calendari dei computer sarebbero tornati indietro di mille o duemila anni, che i datari elettronici non avrebbero capito che 1/01/00 significava primo gennaio duemila. Le banche avrebbero convertito le nostre lire e i nostri dollari in talleri o in sesterzi – tutto dipendeva da come il computer avrebbe interpretato quel doppio zero, alcuni addirittura temevano di dover vedere i propri denari trasformati in farina. Ma non è successo niente di tutto questo. Qualcuno poi ha fatto notare ai più che il secolo non finiva il 31 dicembre del 1999 ma il 31 dicembre del 2000, quindi è scemato pian piano e silenziosamente l'interesse per quel notevole scatto di cifre sul datario e per la fine del secolo.
Soltanto bifolchi, bifolchi nell'anno zero, bifolchi nell'anno mille, bifolchi nell'anno duemila. Io, anzi, questi anni li eleggerei rispettivamente come "anno del fornaio", "anno del mugnaio" e "anno della nonna". Mia nonna fa sempre le torte con la farina doppio zero e vengono buonissime.
Ma ci risiamo, finalmente. Stando all'ultimo toto-catastrofe, questo che è appena iniziato è l'ultimo anno intero che ci resta perchè il 2012, come il resto del mondo, finirà il 21 dicembre o giù di lì. È incredibile come siamo fortunati, non è dato a tutti di assistere a due catastrofi nel giro di 12 anni! Cosa succederà e perché? Da quanto ho pututo capire, è tutta colpa dei Maya. Il loro calendario finisce proprio nel 2012 e, dato che i Maya erano profondi conoscitori dei cicli astronomici e dei movimenti dei pianeti, si suppone che prevedessero la fine del mondo come lo conosciamo. Provate a dire che non ci credete. Vi risponderanno che non ci sarà proprio la vera fine del mondo, ma che avverranno soltanto degli sconvolgimenti di portata globale che cambieranno per sempre il volto del pianeta. Perché c'è il pianeta X che sta arrivando, perciò si invertirà il magnetismo terrestre, e poi questo pianeta X si allineerà con la terra, col centro della galassia e col Sole, una roba che non capita quasi mai, e...
"Si fa un trenino?"
No, saranno cazzi grossi e amari per tutti. Vedrai.
Vedremo.

Come si può fare allora per affrontare una tale e così ben argomentata catastrofe annunciata? Ho individuato alcune strade che si possono prendere.
UNO: scrivere libri, fare trasmissioni televisive, girare film e documentari, organizzare conferenze, vendere tutto questo, raccogliere le generose offerte delle persone che abbiamo appena terrorizzato e turlupinato e aprire un conto in Svizzera (pare che i Maya avessero previsto che la Svizzera, alla fine, sarebbe stata risparmiata dalla fine del mondo).
DUE: Farsi terrorizzare da cialtroni in giacca e cravatta solo perchè parlano un linguaggio per noi poco comprensibile, ma affascinante, comprare i loro libri e i loro dvd, iscriversi a Scientology, farsi la scorta di fagioli in scatola, acqua potabile, torce elettriche, gasolio e chiudersi in cantina, iniziare ad adorare divinità Maya davanti a un calendario circolare di pietra. Se non avete una cantina di cemento armato non vi resta che comprare una bara e lasciarmi i vostri averi (i dati per il bonifico li trovate in fondo a questo articolo).
TERZO: Documentarsi. Andare al planetario, alla biblioteca e prendere un testo di astronomia. Chiedere spiegazioni agli esperti di settore, quelli veri, anche nei forum sulla rete. Domandarsi perché le compagnie di assicurazione e le banche non sono affatto preoccupate e perché vi concedono i mutui nonostante l'arrivo dell'Armageddon. Non dare soldi a nessuno! Se proprio godete con le catastrofi guardate i telegiornali o la trasmissione Porta a porta.

Questo articolo è stato redatto col massimo rispetto per i Maya, ma col massimo disprezzo per chi lucra sulle paure altrui. Nessuno è più autorevole solamente perché appare in televisione e su un libro.

NB: Porcamiseria! Per postare questo articolo sono dovuto uscire dal bunker: per colpa delle pareti piombate il wi-fi pubblico non prende.

I quattro cavalieri dell'apocalisse, ovvero guerra, fame, morte e malattia, incisione di Albrecht Dürer

4 commenti:

  1. ..ti devo ringraziare perche' pensavo che avresti scritto d'altro..

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  2. ..ah dimenticavo e' veramente una bella analisi..

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  3. mi sa che manca un cavaliere nel quadro: quello dell'ignoranza!

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