mercoledì 19 luglio 2017

Come ho smesso definitivamente di fumare!

"se credi che per smettere di fumare sia sufficiente leggere un post su un qualche blog, forse hai letto troppi tutorial di Salvatore Aranzulla"



Premessa, doverosa premessa: questo NON è l'ennesimo metodo per smettere di fumare. Non sto cercando di venderti niente, non voglio il tuo indirizzo e-mail, non voglio il tuo numero di telefono né tanto meno l'accesso ai tuoi (per me inutili) contatti di Facebook. E, se credi che per smettere di fumare sia sufficiente leggere un post su un qualche blog, forse hai letto troppi tutorial di Salvatore Aranzulla. Io desidero solo raccontarti com'è andata la mia storia con la maledetta bionda e...sì, abbiamo divorziato per sempre.  Potrebbe interessarti e, chissà, potresti assomigliarmi più di quel che pensi e scoprire che la mia strada per smettere di fumare è anche la tua.
Dal mio ultimo post è passato tanto tempo, ma scrivere della mia vita insieme alle sigarette è qualcosa che sento il bisogno di fare. Prima di raccontarti come ho smesso è necessario che ti racconti come ho iniziato e che tipo di fumatore ero. Sì...perché è fondamentale sapere che tipo di fumatore si è ed è fondamentale sapere che i fumatori non sono tutti uguali. 



"La svolta ci fu alle scuole superiori, dove iniziai a respirare il fumo e divenni a tutti gli effetti un tabagista."



Accesi la prima sigaretta assieme al mio migliore amico di allora, avevo 12, massimo 13 anni, e non ero ancora adolescente. Ricordo che arrotolavamo le foglie secche nella carta da giornale e cercavamo di fumarcele. Sembrava di infilare la testa in un caminetto, la gola bruciava e gli occhi lacrimavano come grondaie rotte. Dovevamo provare altro. Venne la volta del rosmarino, poi del tè nero e infine della barba del granoturco (li chiamavamo i capelli delle pannocchie). Ma il risultato era sempre lo stesso. Avevamo perfino tentato di costruire delle pipe con le pannocchie di mais, proprio come racconta Mark Twain nelle Avventure di Tom Sawyer e, successivamente, di Huckleberry Finn. I campi a ridosso delle colline sassolesi erano le nostre praterie e il letto quasi asciutto del fiume Secchia era il nostro Mississippi. Rubammo poi le nostre prime vere sigarette ai miei genitori. Poi si andava a comprare i Big-Babol per mascherare l'odore di tabacco. Non funzionava, ovviamente, ma gli adulti, si sa, sono troppo impegnati, oppure certe cose non le vogliono vedere. Comunque, fino ai 14 anni, le nostre fumate erano sporadiche e infantili (non si respirava la sigaretta, il fumo non finiva nei bronchi ma rimaneva in bocca, al massimo usciva dal naso) e andavano di pari passo con le nostre scorribande: si fumava quando si riusciva a rubare il tabacco al vicino, la sigaretta alla mamma o le monete al papà per poi comprare un vero pacchetto tutto per noi. La svolta ci fu alle scuole superiori, dove iniziai a respirare il fumo e divenni a tutti gli effetti un tabagista. Per i successivi vent'anni la mia vita fu scandita dalle sigarette, una per ogni ora che ero sveglio. Le pause, poche.

Che tipo di fumatore sono stato? Negli ultimi due anni ho fumato mediamente un pacchetto al giorno di Winston Blue. Precedentemente, per motivi economici e di "piacere" arrotolavo le mie sigarette con tabacco Pueblo e cartine Smoking Orange, quelle bianche e spesse tipo le Bravo, solo che ce ne sono 60 anziché 40 e costano lo stesso. Una busta di tabacco a settimana e 120 cartine. Sono passato alle sigarette tradizionali perché la mia gola non ne poteva davvero più. Al mattino mi sembrava di avere in gola tutta la sabbia del Sahara. Ora, secondo me non importa cosa si fuma, ma come e quanto.



"rompevo tutti i mozziconi che riuscivo a raccattare (sì, anche da terra) e me li ri-rollavo. Questo l'ho visto fare solo nei film di guerra!"




Il quanto te l'ho già detto, un pacchetto al giorno del catrame più costoso al mondo (4,50€ a pacchetto e le Winston Blue sono perfino considerate sigarette da poraccio. Vuoi mettere bruciare 5,20€ di Marlboro?). 
Il come...bé...fumavo in camera, fra una portata e l'altra al ristorante, in automobile, sulle scale antincendio dell'ospedale, sui treni e sulle corriere notturni, in mare dopo una bella nuotata, in montagna dopo una bella scarpinata. Fumavo quando ero influenzato, raffreddato e perfino col mal di gola, fino a che era sopportabile e, a volte, anche quando non lo era. Insomma, fumavo quando ero sveglio e non fumavo mentre dormivo (ma poi ho quasi fatto anche questo!). Se non avevo i soldi per le sigarette le scroccavo e dio solo sa quante sigarette ho scroccato nella mia carriera di fumatore. Se non avevo nessuno a cui scroccare le sigarette mi accendevo i mozziconi, miei e altrui. Quante volte l'ho fatto! Quando finivo il tabacco, ma avevo la fortuna di avere cartine e filtri, rompevo tutti i mozziconi che riuscivo a raccattare (sì, anche da terra) e me li ri-rollavo. Questo l'ho visto fare solo nei film di guerra! Ora, io ritengo di essere stato un fumatore medio, forse appena più agganciato al vizio della media, è vero, ma comunque un fumatore medio, quello da un pacchetto al giorno. Ma ci sono altre categorie di viziosi del tabacco e ho cercato di individuarle e di catalogarle tutte. Vediamo se ci sono riuscito, in ordine di fumosità:

- Il fumatore sociale
Questo tizio per me è una novità. Fuma soltanto quando ha a che fare con qualcuno che fuma, può capitare tutti i giorni o solo una volta ogni 6 mesi. Per me è incomprensibile, va oltre le mie capacità neuronali, ed è una vera mosca bianca, infatti in 35 anni ne ho conosciuto solo uno. Ma mi ha aiutato a smettere di fumare. Lo vedo tutti i santi giorni e lavora con me.

- Il Fumatore del venerdì sera
Il più bastardo. Può fumare un pacchetto di sigarette in 3 ore al venerdì sera (e lo fa!) per poi riuscire tranquillamente a dimenticarsi della nicotina e di quel ciucciare inutile per una settimana. Per una sera beve come un alcolista, fuma come un tabagista, tipo Mikey Rourke in Barfly, ma poi durante la settimana adotta lo stile di vita di Gandhi.

- Il fumatore col freno a mano tirato
Qui si inizia a salire di grado. Questo è uno dei miei preferiti. Fuma, certo, ma mai più di 3 o 4 sigarette al giorno. Mia nonna materna faceva parte della categoria: 2 o 3 paglie al giorno, 4 o 5 in caso di stress. Ma che cazzo...ha preso la pensione per quasi tutta la vita, conosceva a memoria i tronisti di Canale 5 e i dispersi di Chi l'ha visto...4 o 5 sigarette le fumava quando voleva darsi alla pazza gioia, punto. 

- Il fumatore rompicoglioni
Questo losco figuro non fuma appena sveglio, non fuma sul lavoro, non fuma in casa, non fuma in auto, non fuma davanti alla mamma e/o alla fidanzata. In pratica passa la vita cercando balconi.

- Il tabagista medio
Fuma, punto. Regolare come un orologio. Non può stare senza sigarette più di qualche ora, giusto se va al cinema o se prende un aereo. Se può fuma in aeroporto a Malaga approfittando dei lavori di ristrutturazione (ops...).

- Il tabagista pro
Come il tabagista medio, solo che fuma il doppio, almeno 2 pacchi al giorno.

- Il tabagista clamoroso
Fuma almeno 4 pacchetti di sigarette al giorno. Il mondo per lui è un enorme posacenere. Non lo ferma la presenza di donne in stato interessante, di bambini o di malati gravi. Incurabile (ma sì...provate a far dire a un cinese "incurabile").

- Il tabagista true believer 
Quello che quando gli chiedi se pensa di smettere ti dice che fa più male lo smog, forse è il fumatore peggiore di tutti.

- L'eco tabagista (menzione speciale)
Quello che fuma Pueblo pensando che faccia meno male e che allo stesso tempo faccia dispetto alla Philip Morris e alle altre 6 sorelle. Quello che "io fumo solo le canne"...ma poi gli parte un pacchetto al giorno di Camel per le sue cannette. Quello che usa lo spago per accendersi le sigarette per non respirare il gas dell'accendino. 

- Il fumatore paranoide (minzione speciale)
Quello che ogni volta che si accende una sigaretta se la gode come un calcio nelle gonadi. Fuma e non si gode nemmeno il vizio. Uno stronzo in pratica.

Per forza di cose questa lista non ha la pretesa di essere completa, ma soltanto una tavolozza di colori in mezzo ai quali si nascondono altrettante e più sfumature e mescolanze. Ma tutti quanti, in un modo o nell'altro, sono dipendenti da un gesto e da una sostanza, la nicotina. Tutti col loro piccolo ma inesorabile piazzale asfaltato. (Ah...io sono 50% fumatore paranoide e 50% tabagista medio, in pratica il peggio)



"È vero che non c'è veramente un giorno giusto per smettere, ma comunque ce ne sono tanti sbagliati e questo è un fottuto dato di fatto!"



Come ho smesso? Innanzitutto ho fatto parecchi tentativi. Ma, ora come ora, dall'alto (o basso) della mia esperienza posso dire che erano ciò che io chiamo falsi tentativi o, meglio, prove generali. Solitamente iniziavano appena dopo una settimana di letto e bronchite. Smetto. Sì, certo, ma era soltanto un rimpiattino che facevo col mio vizio. Un tiro qui, una sigaretta là, un pacchetto da 10 e...tanti saluti Lao Che. Ricominciavo, recuperando anche le sigarette risparmiate in quei primi, falsi, giorni. Di questi tentativi ne ho fatti almeno 5 o 6 in 20 anni. Cliccando qui puoi leggere di uno di questi tentativi.  Puoi bene immaginarti come sia andato a finire...
Poi c'erano i tentativi semiseri, quelli fatti con l'ausilio dei corsi gratuiti del Servizio Sanitario Nazionale e dei cerotti, chewin-gum, inalatori...dio mio...ho provato anche tutte quelle schifezze. Niente da fare. Probabilmente pensavo che qualcun altro (sì, si scrive senza apostrofo) dovesse fare tutto il lavoro al posto mio...che fosse il cerotto, la gomma Nicorette o lo psichiatra della mutua. 
Nessuno può fare questa cosa al tuo posto, nemmeno se lo volesse. In questo caso il lavoro sporco lo devi fare tu. Ed è meglio che te lo metta in testa subito, se vuoi smettere, altrimenti lascia perdere, fuma tranquillo e lascia maturare questa decisione ancora per un po' di tempo. È vero che non c'è veramente un giorno giusto per smettere, ma comunque ce ne sono tanti sbagliati e questo è un fottuto dato di fatto!
Insomma ho letto, visto, bevuto, inalato, assorbito, masticato, ciucciato, sputacchiato di tutto. Ho rotto i coglioni a mezzo mondo, ho fatto più di un tentativo con le sigarette elettroniche, fortunatamente senza spenderci una fortuna. Niente. E i bastoncini di liquirizia? NIENTE. Ma nemmeno Allen Carr?! NULLA DI NULLA.  


"...ho ingoiato tanta merda, ma anche tanta cioccolata..."



Ma allora come ho fatto?! Te l'ho detto che Salvatore Aranzulla non c'entra niente, ma anche io ho inventato una specie di tutorial e voglio regalartelo, perfino se utilizzi un ad blocker (ehi, lo uso anche io)! 
Ed ecco finalmente cosa mi è servito per smettere:

1 - Accettare il fatto che si ingoierà (tanta, ma tanta) merda

Ero un tossicomane, schiavo di una delle sostanze che più danno dipendenza, era inevitabile che avrei dovuto ingoiare parecchi panini di merda farciti con altra merda. Ma, e qui sta la differenza fra questo tentativo e gli altri, ho deciso di accettarlo. Mi sono detto (a voce alta) "Smetto a qualunque costo! A costo di perdere il lavoro, a costo di farmi odiare dagli amici, a costo di avere di nuovo gli attacchi di panico, a costo di impazzire, di non dormire per settimane, di non cagare per settimane! A costo di addormentarmi alla guida, a costo di dover andare in terapia, a costo di diventare un ciccione...a qualsiasi costo io smetto, non importa cosa succederà, sono pronto ad accettarlo".  La cosa curiosa è che non è successo niente di cui sopra nei nove mesi successivi e che le paure che avevo erano per lo più infondate e ingigantite dalla dipendenza. Quel che è capitato è che ho preso 10 chili: ho ingoiato tanta merda, ma anche tanta cioccolata (ma solo i primi 3 mesi, non fatevi spaventare!). Ma l'ho accettato, ecco il trucco.
Inoltre, non ho mai creduto a quei metodi che promettevano di farvi smettere senza colpo ferire. La vita è fatta anche di momenti difficili che vanno affrontati e superati. Smettere di fumare è un ottimo allenamento. Difficile, ma non impossibile.
Oltre all'aumento di peso ho notato anche un aumento del livello di insofferenza (già abbastanza alto) nei confronti delle piccole rogne quotidiane. Un altro scotto da pagare che accetto di buon grado. Spero che passi, ma se non dovesse passare...pazienza, significa che sono fatto così. Ama il tuo caos, dice il saggio Espinoza.

2 - Circondarsi delle persone "giuste"

Non ci sono persone giuste o sbagliate, eccetera, eccetera. Cazzate, ci sono eccome. Mi sono circondato di non fumatori comprensivi, pazienti e amorevoli per quasi tutto il giorno e per i primi 3 mesi (con le dovute eccezioni, perché alcune amicizie sono importanti e non se ne può fare a meno per troppo tempo). Sapevo di poter sopportare qualche tentazione, ma sapevo anche di non potermi spingere troppo oltre, quindi meno bar e meno birre, almeno per i primi tempi. Mi sono circondato di persone che mi vogliono bene, cosa importantissima, ma soprattutto di persone che potevano sopportarmi. State lontano dalle persone "sbagliate", dai fumatori indefessi e da chi vi dice che non ce la farete.

3 - Scegliere il periodo "giusto"

Idem come sopra. Il periodo conta. Non potete smettere di fumare nel bel mezzo di un divorzio o in quel periodo dell'anno in cui al lavoro vi fanno impazzire. Un periodo tranquillo, addirittura noioso, della vostra vita è l'ideale, le emozioni forti richiedono una bella sigaretta, prima, dopo e durante, e lo sappiamo bene!

4 - Eliminare i richiami

Un fumatore in astinenza ha buona memoria. Non ho nascosto sigarette, accendini, cartine o filtri. Li ho buttati nel cestino del pattume e ho gettato il sacchetto del pattume nel cassonetto, immediatamente. Pianificare, poi agire. Ora, non domani mattina.
Può sembrare stupido ma occorre evitare anche film, libri o canzoni che vi fanno tornare in mente questo vizio.

5 - Godersi i cambiamenti

Il corpo di un fumatore è un motore strozzato che si alimenta di carburante sporco e che è sempre sul punto di restare senza olio. Immaginate di fare un tagliando a questo povero motore e di cambiargli i pezzi poco alla volta, smontandoli uno a uno, pulendoli e lubrificandoli, riportandoli allo stato iniziale. Io sono rinato quando ho smesso. Leggetevi cosa succede quando si smette di fumare. È tutto vero, ed è anche meglio, probabilmente non sentirete molti degli effetti fisici dell'astinenza e sicuramente saranno più lievi di come ve li aspettate. Inoltre, non so per le femminucce, ma per noi maschietti c'è qualcuno là sotto che ci ringrazierà...ehm...duramente! Godiamoci anche questo. Godetevi anche le sigarette che fumerete nel sonno, già che ci siete. Sì perché a me è successo di sognare per molti giorni di seguito di fumare una sigaretta, ne potevo perfino sentire il sapore, quel sapore che hanno le prime sigarette e che non si scorda mai. Ma ho anche sentito la disperazione per la ricaduta e il sollievo al risveglio, per essere ancora un non fumatore.

6 - Si può cadere (ma ci si deve rialzare)

Ultimo, ma non meno importante: ci saranno le ricadute, i momenti di debolezza e perfino i tentativi falliti. Io ho avuto due piccoli momenti di debolezza nei quali ho fatto qualche tiro, ma mi sono serviti a capire che non potevo ancora abbassare la guardia. Non posso ancora abbassare la guardia. Ma sono forte e ce la farò. E, se ce l'ho fatta io...

- 285 giorni 15 ore 24 minuti 51 secondi senza fumare 

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*Questi dati li potete calcolare tranquillamente con molte applicazioni gratuite tipo Kwit oppure Stop-tabac.

Fatevi due risate con Bill Hicks, ma sappiate che questo video non vi aiuterà a smettere di fumare :)
Fai clic qui sotto:
https://youtu.be/MRUNlo9vvco?t=19m46s


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